Alla riscoperta del Cardinale De Luca, giurista del Seicento

DeLuca

“Le parti de’ giuristi non consistono solamente nel giudicare se la vigna o il canneto spetti più ad uno che ad un altro, con cose simili di ragione meramente privata, ma di giudicare della vita degli uomini, e di essere consigliere de’ principi e delle repubbliche nel governo maggiore”. Con queste parole il Card. Giovanni Battista De Luca, insigne giurista del Seicento, tratteggiava la figura del giureconsulto, sottolineandone non sono la funzione pratica nell’amministrazione della giustizia, ma anche l’insostituibile ruolo di consiglio e ausilio al legislatore, per elaborare leggi e riforme giuste. La figura del Cardinale, nato a Venosa (PT) nel 1614, è stata approfondita in un volume dal titolo “Alla riscoperta del Card. Giovanni Battista De Luca, giureconsulto”, pubblicato dalla Osanna edizioni, a cura di Raffaele Coppola e Ezio Lavorano.

La figura di De Luca ed il suo pensiero continuano ad avere oggi una grande attualità, in quanto egli non fu soltanto un famoso avvocato, ma anche uno dei più grandi giuristi del suo tempo e, nella veste di Cardinale, uno dei protagonisti dell’opera riformatrice promossa dal Papa Innocenzo XI.

Il volume, che raccoglie gli interventi di un precedente Convegno di studi tenutosi a Venosa, è stato di recente presentato presso la Sala dell’Archivio storico del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno, nel complesso monumentale della basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma.

Per l’occasione è stata anche esposta al pubblico l’opera del Cardinale De Luca, il Theatrum Veritatis et Justitiae, custodito nella Biblioteca del F.E.C.: si tratta di una vera e propria enciclopedia giuridica del XVII secolo che raccoglie i pareri legali prodotti dall’autore nella sua attività di giureconsulto.

Alla presentazione, che ha avuto un buon riscontro di pubblico, sono intervenuti diversi qualificati relatori ed i curatori del volume che ne hanno illustrato i contenuti e approfondito alcuni aspetti. Era presente anche l’editore, a cui va un ringraziamento particolare per avere creduto in questo progetto e per averlo meritoriamente sostenuto, con passione e grande professionalità.

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