Papa Francesco sul processo matrimoniale: “Semplificare le procedure e non fare affari”

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Papa Francesco interviene direttamente sul tema dei processi matrimoniali canonici e chiede maggiore attenzione alle persone che attendono giustizia dalla Chiesa. L’occasione è il saluto tenuto in aula Paolo VI ai partecipanti al corso ‘super rato’, organizzato dal Tribunale della Rota Romana. “Nel Sinodo straordinario – ha ricordato il Pontefice – si è parlato delle procedure, dei processi: c’è una preoccupazione per snellire le procedure, per un motivo di giustizia”. Non va mai dimenticato che, oltre le procedure, ci sono sempre le persone con le loro sofferenze e le loro famiglie ferite: “Quanta gente – ha detto ancora il Papa – aspetta per anni una sentenza!”.

Per venire incontro a queste esigenze, Papa Francesco ha ricordato l’attività della speciale Commissione da lui voluta proprio per la semplificazione dei processi matrimoniali canonici e presieduta dal Decano della Rota, Mons. Pio Vito Pinto: “Già prima del Sinodo – ha proseguito il Pontefice – ho costituito una Commissione che aiutasse per preparare possibilità diverse in questa linea: una linea di giustizia, e anche di carità, perché c’è tanta gente che ha bisogno di una parola della Chiesa sulla sua situazione matrimoniale, per il sì e per il no, ma che sia giusta. Alcune procedure sono tanto lunghe o tanto pesanti che non favoriscono, e la gente lascia”.

Il Papa ha anche sottolineato l’importanza per i fedeli di una decisione processuale a loro “vicina”, anche dal punto di vista territoriale, parlando del caso di quella che è stata la sua diocesi in Argentina: “Un esempio: il Tribunale interdiocesano di Buenos Aires, non ricordo ma credo che in prima istanza abbia quindici diocesi; credo che la più lontana sia a 240 km. Non si può, è impossibile immaginare che persone semplici, comuni vadano al Tribunale: devono fare un viaggio, devono perdere giorni di lavoro (…). E la madre Chiesa deve fare giustizia e dire: ‘Sì, è vero, il tuo matrimonio è nullo; no, il tuo matrimonio è valido’. Ma giustizia è dirlo”.

Bergoglio ha anche messo in guardia dal pericoloso intreccio tra processi canonici e affari: “Bisogna essere anche molto attenti che le procedure non siano entro la cornice degli affari (…). Ci sono stati anche scandali pubblici. Io ho dovuto congedare dal Tribunale una persona, tempo fa, che diceva: ‘Diecimila dollari e ti faccio i due procedimenti, il civile e l’ecclesiastico’. Per favore, questo no! Sempre nel Sinodo alcune proposte hanno parlato di gratuità, si deve vedere… Ma quando sono attaccati l’interesse spirituale all’economico, questo non è di Dio! La madre Chiesa ha tanta generosità per poter fare giustizia gratuitamente”.

Infine il ringraziamento del Papa al Decano della Rota, l’invito allo studio e all’approfondimento di queste delicate questioni e l’indicazione del costante punto di riferimento di tutti i processi canonici, la salus animarum che “non necessariamente si deve trovare fuori dalla giustizia”, ma che anzi va sempre ricercata “con giustizia”.

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