50° Congresso dell’Associazione canonistica italiana a Catanzaro

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“Diritto canonico e Amoris Laetitia“: questo il tema scelto per il Congresso nazionale dell’Associazione canonistica italiana, svoltosi a Catanzaro dal 3 al 6 settembre 2018. L’appuntamento di studio ha assunto una dimensione di maggior rilievo, sia perchè si è trattato del 50° Congresso dell’ASCAI, sia perché, a margine dei lavori congressuali, il 5 settembre si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali.

L’esortazione apostolica Amoris laetitia di Papa Francesco non è prettamente un documento di carattere giuridico. Tuttavia il grande dibattito che ha suscitato dentro e fuori la Chiesa, in particolare per quanto riguarda il cap. VIII, ha interessato anche il diritto canonico e più in generale la concezione del matrimonio e della famiglia, che è certamente un ambito di studio anche per i canonisti.

Nella prolusione di apertura del convegno di Catanzaro il Vescovo Mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia accademia per la vita, ha affermato che Amoris Laetitia chiede a tutta la Chiesa un ‘raddrizzamento di rotta’ perché pensi se stessa come famiglia e non si limiti a parlare della famiglia. Secondo l’arcivescovo, non ci può essere una ‘equivoca disputa’ tra rigore della dottrina e condiscendenza pastorale. Tutt’altro: c’è da dire chiaramente che il matrimonio è indissolubile e altrettanto chiaramente che la Chiesa è in uscita e non abbandona i suoi fedeli.

Nella seconda giornata di lavori, il Prof. Hector Franceschi, della Pontificia università della Santa Croce, nella sua relazione ha trattato della dimensione giuridica nella pastorale familiare, alla luce dell’Amoris laetitia. In questo senso Franceschi ha sottolineato come si fuorviante un dualismo che contrappone diritto e pastorale, iustitia e misericordia. Anche il diritto è uno strumento pastorale, che peraltro interviene non solo nella fase patologica in caso di fallimento della vita coniugale, ma anche nella fisiologia della famiglia e nella definizione stessa del matrimonio.

Il Prof. Benedict Ejeh, della Facoltà S. Pio X di Venezia, ha esteso questo discorso anche alla fase di preparazione del matrimonio, come peraltro sottolineato da Papa Francesco nella allocuzione al Tribunale della Rota Romana del 21 gennaio 2017, in cui il Pontefice parlava di un ‘nuovo catecumenato’ per disporre adeguatamente i nubendi alla celebrazione del sacramento nuziale.

A concludere la prima sessione, la relazione di Mons. Vincenzo Bertolone, Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, in tema di formazione degli operatori a servizio della famiglia, che ha sottolineato l’importanza di definire correttamente i contenuti della formazione, in particolare nel contesto secolarizzato in cui viviamo ove è forte la tentazione di accogliere concezioni sempre più diffuse a livello comune, ma contrarie all’insegnamento della Chiesa. Il presule ha poi sottolineato come avere un Tribunale ecclesiastico dotato di adeguate risorse che offra un servizio efficiente è una necessità e non un lusso per venire incontro alle esigenze dei giustizia dei fedeli.

Al termine dei lavori di studio, i convegnisti, con i tanti sacerdoti intervenuti, si sono spostati presso la cattedrale di Squillace per la celebrazione della Messa, dopo una visita del suggestivo borgo medievale.

La successiva giornata di lavori ha visto lo svolgersi della seconda serie di interventi, coordinata dal Vescovo di Cassano allo Ionio, Mons. Francesco Savino.

La relazione del Prof. Miguel Ortiz, della Pontificia università della Santa Croce, ha trattato della natura ecclesiale e dei riflessi civili del processo di nullità matrimoniale, sottolineando peraltro il carattere meramente dichiarativo e non costitutivo delle sentenze di nullità matrimoniale pronunciate dai Tribunali ecclesiastici, che si limitano ad accertare una situazione così come risulta dalle evidenze processuali.

Il Prof. Francesco Catozzella, della Pontificia università lateranense, ha poi approfondito il tema dell’integrazione nella comunità cristiana nei confronti delle situazioni irregolari, tema peraltro che non è stato introdotto per la prima volta da Amoris laetitia ma che era già ben presente ad esempio nella Familiaris consortio di Giovanni paolo II, ove al n. 84 si parla dell’accoglienza nella Chiesa dei divorziati risposati.

A seguire l’intervento di un teologo, piuttosto inedito nell’ambito dei congressi canonistici dell’ASCAI, ma utile per allargare lo sguardo proprio in quell’ottica pastorale in cui anche il diritto canonico si pone. Il Prof. Giuseppe Bonfrate, della Pontificia università gregoriana, ha svolto la sua relazione sul tema dell’accesso ai sacramenti e dell’indissolubilità del vincolo coniugale: il docente, tra l’altro, ha posto la sua attenzione sul ‘carattere medicinale’ del sacramento dell’eucarestia. I successivi interventi sviluppati nel vivace dibattito che ne è seguito hanno peraltro ricordato come per accedere al sacramento debbano essere rispettate le condizioni richieste, specificate in modo assolutamente chiaro dal Catechismo della Chiesa cattolica (il n. 1415 prescive che per ricevere l’eucarestia bisogna essere ‘in stato di grazia’).

Dopo il momento delle relazioni, nel pomeriggio si sono svolte le operazioni per l’elezione del Presidente, dei Vicepresidenti e dei componenti del Consiglio dell’associazione canonistica italiana per il prossimo triennio.

L’ultima sessione dei lavori ha visto un esito proficuo dall’apporto congiunto di esponenti della dottrina ecclesiasticistica e operatori dei Tribunali ecclesiastici. Il Prof. Salvatore Berlingò, Rettore dell’Università “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, ha parlato dei riflessi sull’ordinamento processuale della convinzione di nullità del proprio matrimonio: oggi infatti, con le riforme apportate dal M.P. Mitis Iudex le dichiarazioni delle parti assumono una maggiore importanza nelle dinamiche probatorie all’interno del processo matrimoniale. La Prof.ssa Chiara Minelli, dell’Università di Brescia, ha svolto la sua relazione sulla riflessione ecclesiale in tema di matrimonio civile e convivenza more uxorio. La voce degli operatori dei Tribunali ecclesiastici è stata portata infine da Mons. Vincenzo Varone, Vicario giudiziale del Tribunale interdiocesano calabro, che ha parlato in tema di accessibilità al processo di nullità matrimoniale, uno dei caratteri su cui più ha insistito la riforma operata dal Mitis iudex di Papa Francesco.

Il Congresso si è concluso registrando una buona partecipazione di studiosi e operatori del settore canonistico, venuti da diverse parti d’Italia e con l’insediamento del nuovo Consiglio dell’ASCAI eletto per i prossimi tre anni: peraltro prosegue per il 2019 l’anno giubilare dell’associazione, a 50 anni dal primo incontro dei canonisti italiani e dalla fondazione dell’ASCAI.

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Programma del Congresso 

- Intervento di Mons. Vincenzo Paglia

- Sito web dell’Associazione canonistica italiana

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