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Intervista al Card. Coccopalmerio ad un anno dalla pubblicazione del ‘Mitis iudex’

Cardinale

I Tribunali interdiocesani italiani sono dei buoni Tribunali, rispondono alle esigenze della riforma e soddisfano in modo semplice e rapido le istanze di giustizia dei fedeli. No all’istituzione di Tribunali diocesani quando non c’è personale adeguatamente preparato in sede locale: sarebbero vuoti simulacri. Il processo canonico è volto a constatare la nullità del matrimonio ove ci sia, non a pronunciarla ad ogni costo ritenendo di venire incontro ad una coppia in crisi e magari  evocando una malintesa ‘finalità pastorale’: si tradirebbe la natura profonda del processo matrimoniale che è sempre un giudizio pro rei veritate. La riforma prevede disposizioni volte a favorire non la nullità dei matrimoni, ma la celerità dei processi. Positivo il confronto nel Tavolo di lavoro convocato dalla CEI con il Pontificio consiglio per i testi legislativi, la Segnatura e la Rota. Anche nella riforma della Curia romana il diritto canonico deve conservare un ruolo importante.

Modifiche del Codice di diritto canonico con il Motu proprio ‘De concordia inter codices’

processo

E’ stata pubblicata sul bollettino della Sala stampa della Santa Sede del 15 settembre 2016 la Lettera apostolica ‘De concordia inter Codices’ resa in forma di Motu proprio da Papa Francesco, con la quale vengono modificate alcune norme del Codice di diritto canonico.

Il testo del Motu proprio (link esterno al Bollettino della Sala stampa della Santa Sede)

Breve nota dei lavori del XLVII Congresso ASCAI a Udine

Udine

Approfondire il significato della riforma del processo matrimoniale per applicarla al meglio nella situazione dei tribunali ecclesiastici italiani: è stata questa la linea emersa al XLVIII Convegno nazionale dell’Associazione canonistica italiana che si è svolto a Udine dal 5 all’8 settembre 2016 proprio sulle novità introdotte dal Motu proprio ‘Mitis Iudex’ in tema di procedure per la dichiarazione di nullità matrimoniale. Certamente un merito della riforma è stato quello di aprire un ampio dibattito su temi prima confinati agli addetti ai lavori, coinvolgendo in prima persona i Vescovi nell’impegno e nella cura nei confronti dei tribunali ecclesiastici.

Elena Di Bernardo. Modelli processuali e diritto probatorio

Di Bernardo

Il testo rappresenta il tentativo di approfondire, in un’ottica dinamica, alcuni aspetti del diritto probatorio canonico alla luce dei tradizionali modelli processuali di common law e di civil law. L’approccio esegetico al diritto probatorio inquadrato nell’ottica comparatistica ha imposto l’abbandono di alcuni preconcetti di fondo: in primis l’idea di un diritto che, nella sua tensione evolutiva, possa conformarsi acriticamente alle configurazioni innovative prospettate da altri modelli processuali secolari senza valutare l’incidenza che tali sviluppi possono avere nell’assetto globale della relativa disciplina. Tuttavia le peculiarità del modello processuale canonico non ostacolano a priori un proficuo confronto con altri sistemi processuali, offrendo, al contrario, configurazioni coerenti con il complesso di valori costitutivi del proprio ordinamento, di utile approfondimento.

Massimo Del Pozzo. Il processo matrimoniale più breve

Del Pozzo

Il processo matrimoniale più breve davanti al Vescovo costituisce probabilmente la più rilevante innovazione delineata dalla recente riforma processuale. Il processus brevior è dunque una preziosa risorsa per conseguire quella celerità, semplicità, prossimità ed economicità nell’accertamento della nullità matrimoniale ‒ salvaguardando sempre il principio dell’indissolubilità e la natura del mezzo giudiziario ‒ desiderate dal Papa. Questo libro vorrebbe essere più che un apporto accademico e scientifico un supporto di studio e riflessione per il lavoro giudiziario.